“La sanità è un mondo vitale?”. L’intervista a Renato Balduzzi

Scritto da Redazione. Postato in Interventi e documenti

 

ASCA) - Roma, 24 gen 2014 - Secondo seminario di studio promosso dall'Associazione Mondi Vitali, un network ispirato al pensiero e all'opera del sociologo cattolico-democratico Achille Ardigò, di cui è presidente l'on. Renato Balduzzi, al quale abbiamo chiesto un giudizio sui lavori, dedicati a ''La sanità è un mondo vitale?''

D. Prima l'Europa, poi la sanità. Quale il percorso di Mondi Vitali?

R. ''Il nostro programma è di investigare aspetti e settori importanti del nostro Paese, per verificare se e in quale misura riescono a favorire quelle relazioni intersoggettive dotate di senso, appunto quei mondi vitali secondo l'insegnamento di Ardigò, che costituiscono o possono costituire una speranza per il nostro Paese. Abbiamo avviato lo scorso novembre una riflessione sull'Europa, vista da noi non come la nemica fredda e distante, ma come la grande opportunità per gli italiani, che hanno bisogno di più buona Europa in Italia e che al tempo stesso possono e devono portare più buona Italia in Europa. La sanità era la continuazione naturale di questa prospettiva: comparto tra i più avanzati in Italia, certo non privo di problemi, ma soprattutto ricco di potenzialità grandissime. Un vero e proprio modello Italia''.

D. Perché la sanità italiana costituisce un modello?

R. ''Nel nostro incontro è stato il presidente della Caritas italiana, il vescovo di Lodi mons. Giuseppe Merisi, a dire con grande chiarezza che se il sistema sanitario italiano merita un giudizio complessivamente positivo lo deve proprio alla capacità di tenere insieme il momento del curare con quello del prendersi cura, riuscendo così a non confondere il necessario rispetto della regola con la sua applicazione burocratica in senso deteriore. Si tratta, come ha detto con efficacia il rappresentante della sanità religiosa dell'Aris, Domenico Galbiati, di riportare la malattia dentro l'orizzonte di senso della vita. E questo è stato il filo conduttore dei numerosi interventi, cito per tutti quelli dello scienziato Angelo Vescovi, del presidente dell'Enpam Alberto Oliveti, della vicepresidente della Fondazione Cariplo Mariella Enoc, dell'oncologo Dino Amadori''.

D. Ma in che senso la sanità può essere descritta e intesa come un mondo vitale?

R. ''Sappiamo che la sanità è anche una comunità di esseri umani legati da relazioni non solo formali e, quindi, mondi vitali essi stessi. Nel sistema sanitario operano più soggetti (dalle diverse professionalità mediche e sanitarie ai produttori, dai malati e dalle loro famiglie al volontariato) che costruiscono quotidianamente un tessuto vitale. Nel suo ultimo Rapporto annuale il Censis ha messo in risalto quanto sia importante per la buona sanità fare leva sull'empowerment degli operatori in modo da ottenere importanti risultati anche in termini di efficacia e qualità dei servizi. E, quanto al volontariato, interi sottosettori della sanità italiana non sarebbero neppure pensabili prescindendo dal suo apporto. Si tratta di dimensioni da mettere a tema e da valorizzare''.

D. Nell'incontro di mercoledì alla Camera molti interventi, hanno sottolineato la necessità dell'empatia con il paziente e con il suo sistema di relazioni personali, familiari e sociali?

R. ''La base di partenza ideale della nostra riflessione è stata proprio un passaggio di un recente discorso di Papa Francesco a un convegno internazionale di medici cattolici, dove si afferma che ''la credibilità di un sistema sanitario non si misura solo per l'efficienza, ma soprattutto per l'attenzione e l'amore verso le persone, la cui vita è sempre sacra e inviolabile''. È il tema cruciale di ogni sistema sanitario, la ricerca del difficile equilibrio tra le esigenze di cura e quelle dell'efficienza dei servizi erogati''

D. Che e' poi il tema della sostenibilità dei nostri sistemi sanitari ...

R. ''Si, con la precisazione che si tratta di una sostenibilità non solo economica. Certo, dobbiamo confrontarci con i temi della messa a regime del sistema di valutazione delle prestazioni sanitarie e dei loro esiti, della creazione di un sistema di compartecipazione alla spesa più equo-omogeneo-trasparente e della capacità di organizzare meglio la spesa privata cosiddetta out of pocket. Ma ugualmente dobbiamo porci il tema della sostenibilità istituzionale del nostro sistema e, ultimo ma non minore, quello della sua sostenibilità etico-culturale''.

D. Che cosa intende Mondi Vitali per ''sostenibilità istituzionale''?.

R. ''Significa dare un assetto stabile al rapporto tra l'autonomia professionale- organizzativa-territoriale e la tutela della salute, così come molto saggiamente delineato nel disegno costituzionale. La scelta del nostro Costituente, ribadita nella revisione costituzionale del 2001, di affidare i compiti in materia di salute alle Regioni, dentro un quadro di principi statali comuni, richiede, ai fini di una sua attuazione ed applicazione idonee ad assicurare una, almeno tendenziale, omogeneità nella tutela della salute su tutto il territorio nazionale, il consolidamento di tecniche e di percorsi di autonomismo responsabile. La prossima revisione costituzionale dovrebbe muovere proprio da questa esigenza''.

D. Voi avete insistito molto anche sulla ''sostenibilità etico-culturale'' ...

R. ''Esatto. Sembra diffondersi tra i cittadini un indebolimento della fiducia nella bontà del disegno di fondo, universalistico e decentrato, del nostro sistema sanitario. Ecco perché la domanda sulla sanità come mondo vitale è centrale. Come migliorare in sanità quella che Ardigò chiamava l''empatia sistemica''? Non sempre tutti gli operatori sanitari sono realmente orientati più a risolvere la problematica in esame che non ad adempiere ad una prescrizione normativa. Per migliorare tale empatia, è appunto importante tenere insieme, da un lato, curare e prendersi cura e, dall'altro, professionalità (intesa come conoscenza delle regole e della pratica dell'arte) e vitalità (come capacita' di adattarsi alla situazione, massimizzando l'appropriatezza e l'efficacia dell'azione). Qui la riflessione etica-spirituale (al convegno hanno preso parte anche il cardinale Giuseppe Versaldi e il vescovo Lorenzo Leuzzi) si è legata con la riflessione scientifica e con quella organizzativa''.

D. C'è stata una riflessione sul ruolo del profitto in sanità.

R. ''Si, siamo stati molto chiari. Il profitto in sanità non va, in sé, demonizzato, lo hanno detto molto bene la dottoressa Enoc e l'ex-ministro Maria Pia Garavaglia. Quella che va evitata è la ricerca del massimo profitto, che tende a mettere in ombra lo scopo primo dell'azione sanitaria e la assoggetta ad altre logiche, non vitali e distruttive del bene comune (da questo punto di vista, la sanità ''pubblica'' potrebbe essere maggiormente vitale di quella ''privata''). Così pure vanno identificate ed evitate le cattive pratiche del cosiddetto difensivismo, cioè l'azione volta, più che a risolvere il problema dell'altro, a

 

proteggere se stessi da possibili rischi e responsabilità (una sanità che sbaglia non è certo una sanità vitale, ma una sanità troppo bloccata dalla paura di sbagliare è ancora meno vitale) e il suo fratello gemello, il burocraticismo, che troppo spesso si accompagna con la mancanza di capacità di relazionarsi al paziente e di trovare la soluzione ai suoi bisogni (e, da questo punto di vista, la sanità 'privata'', non sottoposta a troppe norme, potrebbe essere più vitale di una sanità "pubblica'' soffocata dai regolamenti e dai controlli burocratici)''.

D. Nelle conclusioni del Convegno il sen. Mario Monti ha auspicato con forza che Mondi Vitali prosegua il cammino avviato in questi mesi. Quali sono i prossimi appuntamenti?

R. ''Il professor Monti ha riassunto con puntualità il senso e le intenzioni del seminario e, più in generale, dell'Associazione. Pur essendo nati da pochi mesi, esiste già una promettente rete territoriale, animata per lo più da giovani. Abbiamo voluto che ciascuna associazione locale sia autonoma dal punto di vista organizzativo e operativo. Fanno da collante il sito nazionale(www.associazionemondivitali.it) e i seminari alla Camera (sinora, oltre a Europa e sanità, abbiamo proposto una riflessione sul rapporto tra politica e mondi vitali, con un importante intervento di Giuseppe De Rita). A febbraio, esattamente il 26, ci interrogheremo su ''Le Regioni sono un mondo vitale?'' e, a marzo, è una proposta dello stesso Monti, proporremo la rilettura di un lavoro di Ardigò del 1980, intitolato ''Crisi di governabilità e mondi vitali'' che, a distanza di anni, è sorprendentemente attuale''.